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Stefanel: Nuance e AdP studiano jv in moda e accessori

PONTE DI PIAVE (MF-DJ)--Nuance, controllata al 50% da Stefanel, e Aeroports de Paris (AdP) stanno studiano la possibilita' di creare una joint-venture nel settore "Moda e Accessori".
La nuova realta', informa una nota, dovrebbe iniziare l'attivita' nel 2009 potendo disporre di uno spazio di circa 5.000 metri quadri presso di aeroporti Paris-Charles de Gaulle e Paris-Orly.
La joint-venture sara' costituita appena l'autorita' antitrust rilascera' la propria approvazione. La nuova societa' permettera' di mettere in comune il know-how aeroportuale, commerciale e distributivo dei soci allo scopo di sviluppare concetti innovativi e proporre nuove marche evocative dell'"eleganza e dell'arte di vivere parigine".

VALENTINO: DALLA MODA AL CINEMA, SARA' A VENEZIA

ValentinoValentino a Venezia. Il grande stilista, che a gennaio a Roma ha dato definitivamente l'addio alla moda con un'ultima sfilata, sara' protagonista di un grande evento speciale, omaggio e anche occasione di mondanita'. Valentino: The Last Emperor e' il titolo del film documentario e biografico, girato in digitale, diretto da un giornalista di Vanity Fair, Matt Tyrnauer che ha seguito Valentino per due anni. ''Sara' per me un grande onore e anche l'occasione per rinsaldare i rapporti che da sempre ho strettissimi con il mondo del cinema'', dice all'ANSA Valentino, appena sbarcato con l'amico e socio Giancarlo Giammetti a Ischia, ospite della contessa Marina Cicogna, componente del comitato promotore di Ischia Global Music & Fest. ''E' una biografia autorizzata - scherza Valentino, in tenuta bianca di lino e scarpe da tennis in tela - di sicuro c'e' tutta la mia storia, quella della sartoria e dei grandi avvenimenti cui ho partecipato. Filmati d'epoca con le dive che ho vestito e il mio commento di sottofondo. Si vedra' Valentino che crea, parla, scia e forse il pubblico si annoiera' mortalmente. Il direttore della Mostra, Marco Mueller ha definito il film la non fiction piu' fiction che ha visto di recente. Stiamo cercando di organizzare intorno a questo film anche un evento con tanti amici che mi verranno a trovare''.Da 'pensionato di lusso' dopo 50 anni di carriera, Valentino si gode la vita, ''ma non sto senza far niente. Sono reduce dall'allestimento al Muse'e des Arts De'coratifs del Louvre di Parigi della mostra Themes et varations, inaugurata un mese fa, la seconda grande mostra, in meno di un anno, dedicata alla mia lunga carriera. E anche se non faro' piu' sfilate, ho in mente un progetto per il 2010 molto vicino al balletto classico, ma non posso anticipare di piu' se non che in uno dei piu' grandi teatri al mondo, nel 2010, andra' in scena un'importante e celebre opera italiana per la quale disegnero' i costumi e scegliero' regista e scenografo''.

Intanto fa capire che e' acqua passata una certa polemica con la giovane stilista, Alessandra Facchinetti, che ha preso in eredita' il suo marchio. ''Voglio che vada bene. E' il mio nome quello li'. Penso che questa giovane donna si sia resa conto di che cosa significhi. E' una persona di gusto e io ci tengo veramente molto a che vada tutto per il meglio''. Nessun rimpianto per l'addio alla moda? ''No, ho avuto il privilegio di una vita serena e serenamente ho lasciato, oltre che con gioia. Ho trovato che era giusto fermarsi dopo aver ricevuto ogni premio e soddisfazione possibile, aver vestito la gente piu' importante del mondo''. Tra i lussi, quello di tornare a Ischia, ''dove ero di casa tanti anni fa con meravigliose estati passate nella villa di Luchino Visconti''.

Modelle di giorno, squillo di notte

Blitz al William's: imprenditori e cantanti pagavano fino a tremila euro per prestazioni a luci rosse
MILANO - Belle, alte, inarrivabili. Solo per gli squattrinati. Modelle una tantum e entraineuse di notte. Per sceicchi e figli di emiri. Ma anche per cantanti e danarosi imprenditori della Milano bene e non. Tutti al night William's le Roi di via Manzoni per affogare gioie e dispiaceri in fiumi di champagne e russe platinate dalle misure esplosive. Clienti spendaccioni, pronti a mettere mano al portafogli in cambio di momenti caldi che oscillavano dai 500 ai 3 mila euro. Per serate, come recita la pubblicità del locale sul suo sito web, «elettrizzanti, coinvolgenti, raffinate». Ma l'altra notte, dopo l'una, a distanza di tre anni da un'inchiesta che aveva già messo nei guai i titolari del night e apposto i sigilli al locale, i carabinieri della prima sezione del nucleo investigativo hanno di nuovo interrotto lo show, mentre cadeva l'ultimo velo della vedette di turno e l'orchestra intonava un lento d'altri tempi. Sotto lo sguardo preoccupato dei facoltosi avventori e 37 entraineuse straniere.

I detective dell'Arma hanno ammanettato Gianni Peschiera, 71 anni, e Gabriele Marzano, 57 anni, di fatto i veri gestori del locale. Agli arresti domiciliari sono finiti Stefano Pizzicchillo, 43 anni, e Roberto Dell'Acqua, 54 anni, incensurati e formalmente i titolari ma, come dicono gli investigatori, «subordinati agli altri due». Per tutti l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e violazione della legge dell'immigrazione. Per gli investigatori, a gestire gli incontri a luci rosse erano i quattro arrestati. Erano loro a controllare le ragazze in tutto e per tutto. Così dopo la serata nel locale, tra le note pastose di un sax, prostitute e cliente finivano in hotel. E, per mezz'ora tra le braccia della giovane straniera, si pagavano anche 500 euro, stanza inclusa. Dopo averne sborsati altrettanti in «Moet Chandon » e tartine al caviale. E, se la bella di turno rimaneva con te tutta la notte, c'era anche da versare il cum quibus del «mancato guadagno» ai soliti quattro che incassavano su tutto. Pagamento con carte di credito, ma anche gli assegni erano bene accetti.

Il giro delle «squillo» dai nomi spesso impronunciabi-li, come la ventiseienne Katarzyna, lungagnona dell'Uzbekistan, o Diun, ventiquattrenne romena dalle misure da miss, era intorno al centinaio, con età media di 25 anni. Un ricambio continuo, necessario anche a tenere alto il livello del locale che poteva disporre, ogni sera, di 30, 35 ragazze di sala. «Una volta arrivate in città con un visto turistico — spiega il comandante del nucleo investigativo Antonino Bolognani — le giovani chiedevano di lavorare per il William's, considerato il top dei night». E dopo attenta selezione, chi superava «gli esami » veniva assunto come «artista ». Ma i soldi li guadagnava prendendo il 10 per cento sui «tappi», cioè sulle bottiglie di champagne che faceva bere ai clienti. E sulle prestazioni sessuali. Consenzienti nel night, con puntatine osé negli alberghi del centro. Sempre con il benestare dei quattro finiti in manette. Adesso l'indagine punta anche su alcuni personaggi di contorno che potrebbero essere coinvolti, tipo i portieri d'albergo, i tassisti. Per molte «belle di notte», dopo l'iter giudiziario, si prospetta una rimpatriata di gruppo.

Milano capitale mondiale degli outlet

Tra i 10 migliori indirizzi del Mondo per fare affari due si trovano nel capoluogo lombardo
MILANO - Milano capitale della moda e degli outlet. Lo sancisce un reportage di Forbes, la Bibbia del capitalismo, che presenta un lungo articolo dedicato ai 10 megastore di griffe internazionali più prestigiosi al mondo. Proprio il capoluogo lombardo è l'unica città a poter vantare due dei migliori outlet del pianeta, mentre l´Italia si conferma la vera patria della moda con ben tre megastore presenti in classifica

NESSUNA RECESSIONE - Prima di elencare i 10 migliori megastore del pianeta, la rivista economica assicura che il mondo degli outlet non sembra affatto risentire della crisi economica che attanaglia l'economia occidentale. Solo in America infatti, come spiega a Forbes Linda Humphers, editrice di 'Retail Brand News', rivista pubblicata dal 'Consiglio internazionale dei centri commerciali', organizzazione che ha sede a New York, nel 2007 gli outlet hanno prodotto una ricchezza pari a 16,5 miliardi di dollari, mentre quest'anno dovrebbero superare i 17 miliardi. Tutto merito dell´ottima qualità dei prodotti e dei prezzi davvero economici .

L´OUTLET MARNI - L'Italia e soprattutto Milano riescono a tenere testa alle città-outlet americane. Anzi, il megastore più conveniente secondo la rivista economica è quello di Marni (www.marni-international.com), che si trova nella periferia milanese: in esso le amanti dello shopping troveranno capi della linea di abbigliamento ideati dalla stilista italiana Consuelo Castiglioni. Questi abiti, che appartengono a collezioni presentate negli anni passati dalla nota griffe italiana, possono essere acquistati a prezzi molto convenienti con uno sconto che spesso supera il 50% rispetto alle tariffe originarie. Christine Low, nota organizzatrice di sfilate di moda a Pechino, afferma che quello di Marni è l'unico outlet che frequenta in tutto il mondo: «Non sono una di quelle donne che riesce a fare shopping pazientemente» afferma la Low. «Tuttavia ogni qual volta sono a Milano passo più di due ore in questo outlet»

DA MILANO A HELSINKI - Ma i megastore italiani superconvenienti non sono certo finiti. Forbes ne segnala altri due: il primo si chiama D Magazine (www.dmagazine.it), si trova sempre a Milano, in via Monte Napoleone, nel cuore della città meneghina ed è una "stock house" con capi disegnati dai grandi nomi della moda italiana come Gucci, Dolce e Gabbana e Armani. Secondo Forbes, se si ha la fortuna di entrarci nei giorni giusti, si possono trovare sconti anche del 90%. Ultimo outlet del Belpaese è quello di Prada a Montevarchi, in provincia di Arezzo, conosciuto dagli amanti della moda con il nome di "I Pellettieri d'Italia". In media gli sconti superano il 50% dei prezzi originari e riguardano non solo capi d´abbigliamento, ma anche accessori prodotti dal marchio d'alta moda italiano. Nella top ten vi sono altri due megastore europei: il primo è quello di Foxtown a Mendrisio, in Svizzera, ad appena 50 km da Milano (si possono trovare capi di grandi marche francesi come Dior e Yves Saints Laurent, tuttavia ad attirare un gran numero di persone non sono solo i prezzi convenienti, ma anche la presenza al suo interno di un casinò). Il secondo è l´unico grande magazzino in classifica che non commercia abbigliamento. Si tratta de "l'Arabia Factory Outlet" di Helsinki: qui si potrà comprare oggettistica per la cucina e per i bagni prodotta da note marche finlandesi come "Arabia", "Hacksman" e "Iittala" a prezzi davvero vantaggiosi

DA NEW YORK A HONG KONG - Gli altri megastore presenti in classifica si trovano tutti o negli Usa o in Estremo Oriente. Negli Stati Uniti si distinguono la città-outlet di Woodbury Commons, appena fuori New York (vi sono oltre 200 negozi di celebri griffe con prezzi scontati e in questi tempi di "supereuro" non sono poche le cittadine del Vecchio Continente che affollano il celebre emporio americano) e Jeremy's, singolare megastore fondato oltre vent´anni fa a San Francisco che è quotidianamente assaltato non solo da donne alla ricerca di capi griffati, ma anche da un gran numero di gay che vivono nella città californiana. Chiudono la top ten l'emporio internazionale Joyce Warehouse di Hong Kong (si possono trovare capi di griffe prestigiose come Giorgio Armani, Issey Mihake, Marni e Dries Van Noten a prezzi vantaggiosissimi), il megastore "Gotemba Premium Outlets" nei dintorni di Tokyo e la recente città dello shopping Yeoju Premium Outlets a Yeoju, in Corea del Sud, che ha aperto meno di un anno fa e presenta più di 120 negozi al suo interno

Napapijri. Primo Gallery Store a Milano

Debutto a Milano per il primo Gallery Store di Napapijri, che dal 23 giugno è attivo al 34 di via Manzoni. L'evento inaugurale, programmato nel corso della settimana di moda maschile, ha avuto per tema l'attività di sensibilizzazione sul problema mondiale del surriscaldamento globale con un allestimento ispirato alle spedizioni nei paesi del Grande Nord. Lungo i 500 mq dedicati alla vendita ha infatti preso posto una galleria d’arte e fotografica permanente indirizzata ad ospitare mostre ed esposizioni e sviluppata a livello sopraelevato nella prima e nell'ultima zona del negozio. In questa occasione lo spazio è stato dedicato alle immagini più emotive ed emblematiche di Sebastian Copeland che, accompagnato da suo cugino Orlando Bloom, ha esplorato l’Antartide nel 2007 con lo scopo di promuovere la protezione del fragile e minacciato ecosistema del Polo Sud. Da questo viaggio è nato il libro fotografico Antarctica “The Global Warning”: una raccolta di immagini di eccezionale bellezza e di segnali allarmanti riguardo alla problematica del surriscaldamento globale, con la prefazione di Mikhail Gorbatchev e di Leonardo di Caprio. Nella giornata dell'opening Napapijri ha promosso la vendita delle 22 stampe originali esposte e tratte dal libro, il cui ricavato verra’ devoluto a Global Green USA, la rete di ONG fondata da M. Gorbatchev nel 1993, e del cui Board Sebastian Copeland è membro. Per quanto riguarda l'assortimento del marchio il nuovo store comprende le collezioni Uomo, Donna, Borse, Kids e Bambina, la linea Footwear e la nuovissima linea Eyewear, oltre a spazi dedicati ai progetti speciali del brand: dalla linea più ricercata (Inventive) al nuovo progetto Leather (borse e giacche), alle Edizioni Limitate. Estremamente innovativi gli arredi ed il concept architettonico dello spazio, affidati allo Studio DeCarloGualla: oltre alla galleria sospesa, fanno bella mostra di se una rassegna di incisioni artistiche ed artigianali, pezzi unici come il grande mappamondo in acciaio e rame e oggetti realizzati nell’ultimo secolo dai maggiori designers scandinavi, un sistema magnetizzato di supporti in legno di teak che si muove liberamente sulle superfici verticali dell'interno, ed infine un ampio lucernario e un invaso ad anfiteatro che aprono lo spazio veros l'alto e verso il basso.

Chanel sogna la donna bambù

PARIGI - C’è l’alta moda con i piedi per terra e quella con la testa per aria. Chanel rientra nel filone della concretezza seppur con qualche zampata ardita. Al Grand Palais con un sole che frigge i cervelli sfilano gli abiti che Karl Lagerfeld ha plasmato seguendo un’idea fissa, le canne dell’organo. Il concetto, per chi non lo capisse, è ribadito al centro della passerella con una gigante scultura dello strumento. Il kaiser della moda è partito da una silhouette tubolare e l’ha declinata all’infinito. Caschetti alla Valentina Crepax e poi pieghe, cuciture, forme a cannoncino a gogò. Gli orli sono corti, una spanna sopra il ginocchio, le scarpe a punta (recuperare i vecchi modelli in fondo all’armadio).La collezione corposa, fatta di tweed che paiono lavorati al telaio, rilancia la vita stretta a clessidra, le frange, in nero, il grigio, piombo, acciaio, argento. Interrotto qua e là da sprazzi ciclamino. Pesantissimi i pastrani da grande freddo, bordati di pelliccia, iperfoderati. Ma intanto il caldo scioglie tutto. Grondante di sudore, a passi micro, esce la sposa con la testa coperta di cincillà, sotto i grappoli di cannoncini in tulle che esplodono intorno al volto velato.Parigi gioca con gli estremi, ironizza sulle provocazioni del lusso riciclato. Con Martin Martgiela i prezzi vanno alle stelle nella piccola linea Artisanal che recupera maniche di camicia, le aggroviglia e crea bustier. Poi, non pago, sega i dischi di vinile a metà e crea abiti da sera. Mentre a chi vuol vestirsi di notizie datate dedica i giubbotti fatti con i ritagli di giornale di venti anni fa rieditati e pressati nella pvc, omaggio al ventennale della maison (29 ore di lavoro, prezzo: 5 mila euro). Dieci capi fuori di testa, dal maglione che è solo una matassa di lana aggrovigliata sul busto, al top fatto di riccioli di metallo. Sulla luna, fra le nuvole, vola Lacroix, pomposo e anacronistico, bello da togliere il fiato quanto irreale. Indietro tutta alle origini arlesiane, tuffato in un mare di ricami, pizzi e decori applicati sulle lane infeltrite di sapore folk. Si chiama bestiario non identificato la sfilata dello stilista per donne extraterresti che vivono nel mondo dei sogni con lunghi e gonfi abiti, velette montate su ciuffi di capelli punk, boleri da torero e maniche a prosciutto gonfie all’enesima potenza. In un trionfo di pellicce e lussi proibiti prendono forma i cappotti di velluti e damaschi come corazze di carapace.Troppo? Ma l’alta moda è tutto questo, sogno puro. Per il resto non dovrebbe esserci il prêt à porter?Cena di moda, per pochi , ieri sera all'Ambasciata italiana di Parigi. A invitare Inès De La Fressange, ex modella, ex stilista, ex Marianna di Francia e recentemente insignita della Legion d'onore, e Diego Della Valle, patron di Tod's e del marchio Roger Vivier, di cui Ines è la musa.L'ambasciata ha aperto i suoi saloni per ospitare l'iniziativa della griffe franco-italiana che ha appena presentato a Parigi una piccola collezione couture di scarpe e accessori. Tra gli ospiti Fanny Ardant e Carole Bouquet. Sempre ieri, sul bateau mouche, party di Lacoste per il numero speciale della rivista «Visionaire» dedicata allo sport. Armani invece festeggia domani sera all’Eliseo, dopo aver ricevuto da Sarkò la Légion d’Honneur.

via La Stampa